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venerdì, 20 giugno 2008
Poche cose confuse da scrivere (-6)
Finalmente riesco a riconoscere questo strano giugno. Se lo riconoscessi un po' meno, oppure - meglio - se fossi in spiaggia, sarebbe meglio. Ho scoperto che la benzocaina allevia un po' il dolore… per lo meno quello ai denti. Il fastidio rimane ma almeno giovedì è più vicino. Il resto dei pensieri, le ferie e tutto il resto sono in sospeso… come al solito. "Myriam, tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso. Ti ho vista l'altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi. Qualcuno ha pronunciato il tuo nome e alcuni ragazzi ti hanno chiamata "professoressa". Eri con un uomo alto, probabilmente tuo marito. E' tutto quello che so di te, ed è forse già troppo. Non spaventarti, non voglio incontrarti e interferire nella tua vita. Vorrei piuttosto che tu accettassi di ricevere delle lettere da me. Insomma, vorrei poterti raccontare di me (ogni tanto) scrivendo. Non che la mia vita sia così interessante (non lo è, e non mi lamento), ma mi piacerebbe darti qualcosa che altrimenti non saprei a chi dare." "Che tu sia per me il coltello" - David Grossman
annotato qui da davideman alle 17:17 | commenti (6) - commenti (6) [ pop-up ]
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