Davide - appunti di viaggio
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lunedì, 29 ottobre 2007 
Prima di parlare, taci!
Silenzio!
- "È bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio."
- "Esiste un momento per tacere, così come esiste un momento per parlare."
- "Nell'ordine, il momento di tacere deve venire sempre prima: solo quando si sarà imparato a mantenere il silenzio, si potrà imparare a parlare rettamente."
- "Tacere quando si è obbligati a parlare è segno di debolezza e imprudenza, ma parlare quando si dovrebbe tacere, è segno di leggerezza e scarsa discrezione."
- "Mai l'uomo è padrone di sé come quando tace: quando parla sembra, per così dire, effondersi e dissolversi nel discorso, così che sembra appartenere meno a se stesso che agli altri."
- "Quando si deve dire una cosa importante, bisogna stare particolarmente attenti: è buona precauzione dirla prima a se stessi, e poi ancora ripetersela, per non doversi pentire quando non si potrà più impedire che si propaghi."
- "Quando si deve tenere un segreto non si tace mai troppo: in questi casi l'ultima cosa da temere è saper conservare il silenzio."
- "Il riserbo necessario per saper mantenere il silenzio nelle situazioni consuete della vita, non è virtù minore dell'abilità e della cura richieste per parlare bene; e non si acquisisce maggior merito spiegando ciò che si fa piuttosto che tacendo ciò che si ignora. Talvolta il silenzio del saggio vale più del ragionamento del filosofo: è una lezione per gli impertinenti e una punizione per i colpevoli."
- "Il silenzio può talvolta far le veci della saggezza per il povero di spirito, e della sapienza per l'ignorante."
- "Si è naturalmente portati a pensare che chi parla poco non è un genio, e chi parla troppo, è uno stolto o un pazzo: allora è meglio lasciar credere di non essere genii di prim'ordine rimanendo spesso in silenzio, che passare per pazzi, travolti dalla voglia di parlare."
- "È proprio dell'uomo coraggioso parlare poco e compiere grandi imprese; è proprio dell'uomo di buon senso parlare poco e dire sempre cose ragionevoli."
- "Qualunque sia la disposizione che si può avere al silenzio, è bene essere sempre molto prudenti; desiderare fortemente di dire una cosa, è spesso motivo sufficiente per decidere di tacerla."
- "Il silenzio è necessario in molte occasioni; la sincerità lo è sempre: si può qualche volta tacere un pensiero, mai lo si deve camuffare. Vi è un modo di restare in silenzio senza chiudere il proprio cuore, di essere discreti senza apparire tristi e taciturni, di non rivelare certe verità senza mascherarle con la menzogna."

"L'arte di tacere" - Abate Dinouart
annotato qui da davideman alle 19:07 | commenti (9) - commenti (9) [ pop-up ]

venerdì, 26 ottobre 2007 
Vorrei ci fosse un po' più di tempo
Tempo mancante
Dicono che c'è un tempo per seminare 
e uno che hai voglia ad aspettare 
un tempo sognato che viene di notte 
e un altro di giorno teso 
come un lino a sventolare. 
 
C'è un tempo negato e uno segreto 
un tempo distante che è roba degli altri 
un momento che era meglio partire 
e quella volta che noi due era meglio parlarci. 
 
C'è un tempo perfetto per fare silenzio 
guardare il passaggio del sole d'estate 
e saper raccontare ai nostri bambini quando 
è l'ora muta delle fate. 
 
C'è un giorno che ci siamo perduti 
come smarrire un anello in un prato 
e c'era tutto un programma futuro 
che non abbiamo avverato. 
 
È tempo che sfugge, niente paura 
che prima o poi ci riprende 
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo 
per questo mare infinito di gente. 
 
Dio, è proprio tanto che piove 
e da un anno non torno 
da mezz'ora sono qui arruffato 
dentro una sala d'aspetto 
di un tram che non viene 
non essere gelosa di me 
della mia vita 
non essere gelosa di me 
non essere mai gelosa di me. 
 
C'è un tempo d'aspetto come dicevo 
qualcosa di buono che verrà 
un attimo fotografato, dipinto, segnato 
e quello dopo perduto via 
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata 
la sua fotografia. 
 
C'è un tempo bellissimo tutto sudato 
una stagione ribelle 
l'istante in cui scocca l'unica freccia 
che arriva alla volta celeste 
e trafigge le stelle 
è un giorno che tutta la gente 
si tende la mano 
è il medesimo istante per tutti 
che sarà benedetto, io credo 
da molto lontano 
è il tempo che è finalmente 
o quando ci si capisce 
un tempo in cui mi vedrai 
accanto a te nuovamente 
mano alla mano 
che buffi saremo 
se non ci avranno nemmeno 
avvisato. 
 
Dicono che c'è un tempo per seminare 
e uno più lungo per aspettare 
io dico che c'era un tempo sognato 
che bisognava sognare. 
 
"C'è tempo" - Ivano Fossati
annotato qui da davideman alle 16:53 | commenti - commenti [ pop-up ]

martedì, 23 ottobre 2007 
Guarda in alto e sorridi
Io tanti anni fa
Sabato, per caso, sono tornato nel palazzo in cui ho abitato per i primi dieci anni della mia vita. A tutti gli effetti, lì c'è quella che posso chiamare la casa della mia infanzia.

Poche cose sono cambiate da 25 anni fa: il tetto dei box adibito a stenditoio, la scaletta a chiocciola per accederci, il piccolo ascensore con le porte in legno da chiudere a mano, i ballatoi, la tromba delle scale…
Io, in compenso, sono un'altra persona, in questo momento impressionato dall'aver appena scritto "25 anni fa".

Comunque…
Quando pioveva o faceva troppo freddo e non avevo il permesso di uscire, passavo con i miei amichetti - coetanei nonché vicini di casa - le giornate nella tromba delle scale. Su quei gradini, quando non uscivamo, c'abbiamo passato l'infanzia. A differenza dei ballatoi, la tromba delle scale era chiusa e rimaneva quindi più calda e, comunque, sempre asciutta.
Avevamo ben sette piani a disposizione. Ognuno adibito ad un uso particolare: i primi piani andavano bene per giocare a biglie, gli altri erano buoni per giocare con le figurine, con le macchinine o leggere i fumetti.
Dei miei amichetti io ero l'unico affascinato - anche se un po' spaventato - dalle altezze. Ero l'unico a cui piaceva stare in alto. Passavo ore - a volte anche da solo - all'ultimo piano, spesso con le gambe penzoloni nella ringhiera, guardando quello che succedeva più in basso.

Ora, forse per un altro caso, abito all'ultimo dei nove piani di un palazzo.
Quando c'andai ad abitare per la prima volta, passavo le giornate sul balcone a guardare le cose e le persone dall'alto. Anche se le mie gambe non passavano più attraverso la ringhiera, è stato comunque un tuffo nella memoria.

In anni di osservazione, mi sono accorto che sono poche le persone che guardano in alto. Soprattutto a Milano, la maggior parte delle persone cammina pensierosa guardando verso il basso.

Sono poche le persone che guardano in alto…
te ne accorgi perché solitamente sono quelle che sorridono.
Plain talking (Plain talking)
Take us so far (take us so far)
Broken down cars (broken down cars)
Like stronger old stars (like stronger old stars)
 
Plain talking (Plain talking)
Served us so well (served us so well)
Travelled trough hell (travelled trough hell)
We know how it felt (we know how it felt)
 
Lift me up, lift me up
Higher now I'm up
Lift me up, lift me up
Higher now I'm up
 
Plain talking (plain talking)
Making us cold (making us cold)
So strong out and cold (so strong out and cold)
Feeling so old (feeling so old)
 
Plain talking (plain talking)
Has ruined us now (has ruined us now)
You never know how (you never know how)
Sweeter then tough (sweeter then tough)
 
Lift me up, lift me up
Higher now I'm up
Lift me up, lift me up
Higher now I'm up
…
 
"Lift Me Up" - Moby
annotato qui da davideman alle 11:56 | commenti (9) - commenti (9) [ pop-up ]

venerdì, 19 ottobre 2007 
Troppo limpido

Non è mai facile… soprattutto oggi, che è tutto così - forse troppo - limpido.

è una storia poco pratica... uh uh uh 
facile come una favola... ma credimi 
non è così
e il tempo che ci spetta 
finisce qui
 
a me il sole da fastidio e sai che
le giornate troppo limpide... mi uccidono 
e non so com'è
ma il tempo che ci spetta finisce qui 
che cerco nelle tasche il mio free-drink 
 
o baby... baby
affogo, baby l'amore avrà i miei occhi ma non assomiglia a me
uh, baby, baby
è solo un mal di testa 
cercherò di smettere 
 
smetti pure di sognare, amore 
prendi al volo l'occasione e lascia perdere 
meglio per te 
per non andare a fondo, io 
cercherò ancora una risposta... che non ho
 
o baby... baby
affogo, baby l'amore avrà i miei occhi ma non assomiglia a me
uh, baby, baby
è solo un mal di testa 
cercherò di smettere 
 
"Affogo, baby" - Francesco Renga
annotato qui da davideman alle 15:25 | commenti (7) - commenti (7) [ pop-up ]

martedì, 16 ottobre 2007 
Perso nella trama
Lost
Ultimamente mi sento un po' perso.

Peggio, mi sento come fossi in una puntata di Lost.
Peggio, mi sento come fossi una puntata di Lost.

Misteri e colpi di scena senza che si intraveda la fine, o il filo logico che lega e muove gli eventi. Una trama che si infittisce sempre più, quando invece dovrebbe svelarsi.
Man mano che passa il tempo, aggiungo tasselli e matura in me l'idea che il finale non sarà all'altezza.

Ho 3.000 tessere di un puzzle da 1.000 pezzi.
Il problema è che i 1.000 pezzi del mio puzzle potrebbero non essere fra questi 3.000.

Ecco, un po' mi sento così…
pubblicità a parte.


"Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è."
Marguerite Duras
annotato qui da davideman alle 18:34 | commenti (11) - commenti (11) [ pop-up ]

lunedì, 15 ottobre 2007 
Quindici pagine di ottobre
Pagine di ottobre
Sul comodino ho questi tre libri:

- "La strega di Portobello" di Paulo Coelho
- "Memoria delle mie puttane tristi" di Gabriel García Márquez
- "Cronache del rum" di Hunter S. Thompson

Ognuno bello a suo modo. Ognuno diverso. Ognuno iniziato e mai finito.

Ultimamente la sera vado a letto troppo tardi per leggere. Quando invece riesco ad andare ad un orario decente e non mi bruciano troppo gli occhi, scelgo un libro a caso tra questi tre e - regolarmente - mi addormento prima che riesca a leggere più di dieci o quindici pagine.

Al risveglio cerco il libro finito da qualche parte sul pavimento o sul letto, lo fisso e provo a ricordarmi cosa ho letto. Prendo allora il segnalibro e lo rimetto esattamente nello stesso punto dal quale lo avevo preso la sera prima. Quando verrà nuovamente il turno di questo libro, riprenderò a leggerlo da lì.

Intanto le storie si mescolano in modo curioso nel sonno.

In ottobre non sono riuscito mai a finire niente…
vado solo dieci o quindici pagine avanti.

October and the trees are stripped bare
of all they wear.
What do I care?
  
October and kingdoms rise
and kingdoms fall
but you go on
and on.
 
"October" - U2
annotato qui da davideman alle 15:32 | commenti (9) - commenti (9) [ pop-up ]

giovedì, 11 ottobre 2007 
L'incubo ricorrente
BASTA!
Ieri sera ancora pizza con amici. Ieri notte, incubi.

Nell'incubo mi ritrovo ancora allo stesso tavolo della stessa pizzeria in cui sono stato qualche ora prima, questa volta solo. Intorno a me c'è la solita folla di persone sconosciute. In mezzo a questa folla, riesco in qualche modo a farmi notare dalla cameriera e ad ordinare la mia pizza.
A questo punto aspetto. Tutte le persone sconosciute intanto vengono servite e io continuo ad aspettare.
Richiamo così la cameriera e ordino nuovamente la pizza. Nel frattempo la fame comincia a farsi sentire. Vedere che tutti gli altri vengono serviti non mi aiuta. Corrono le lancette dell'orologio sulla parete - che nella realtà non mi credo che esista - e io rimango solo ed affamato al tavolo.
Richiamo ancora - non senza difficoltà - la cameriera che provvede a rassicurarmi sul fatto che la mia pizza sarebbe subito arrivata. Invece niente… continuo ad aspettare.
Succede nuovamente e ancora, fino a che la mia fame comincia a diventare insopportabile.
La cameriera continua a rassicurarmi, ma questa volta non riesco più a credere alle sue parole e le chiedo di poterla seguire. Non volevo essere in alcun modo aggressivo, volevo solo la mia pizza, volevo solo placare la mia fame, ma lei spaventata mi manda fuori dal locale… ancora affamato.

A questo punto mi sveglio agitato e affamato… purtroppo non di cibo.

Gli incubi di questo genere non è la prima volta che mi capitano.
A volte mi capita di sognare di dover ancora diplomarmi o di dover ancora fare il servizio di leva o di dover ancora trovare e sistemare casa. Generalmente la cosa mi provoca ansia perché ho la netta sensazione di non avere più le forze - la voglia, le risorse e non so cos'altro - per riuscire a rifare tutto quello che ho già fatto. Non voglio sprecare altro tempo per fare cose che ho già fatto. Non voglio dover conquistare ancora tutto di nuovo.

Questo è il mio incubo ricorrente. Ed è una cosa che ogni tanto mi sembra di vivere nella realtà.

A volte vorrei che qualcuno mi aiutasse…
senza perdere altro tempo e dover rifare ancora tutto daccapo.


- "Io rimani part. Cioè rimani me ne vac a Firenze, a ddu, a ddu zio Antonio..."
- "E 'nata vota Firenze, e 'nata vota zio Antonio, e poi nu parti mai."
- "Cioè, Se ti sto ricendo che parto, parto...e poi me ne vac Fefè nu ce la faccio cchiù! Cioè, chell che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!"
- "Da zero!"
- "Eh?"
- "Da zero! Ricominci da zero!"
- "Nossignore, ricomincio da... cioè, tre cose me so' riuscite ind'a vita, pecchè aggià perdere pure cheste?! Aggià ricominciare da zero?! Da tre!... Me ne vac, nu ce la faccio chiù..."
- "Gaetà, chi parte sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca."
- "Cioè cumm'è 'sta cosa? Chi parte..."
- "Sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca."
- "Azz è bella. U sap? L'hai fatta tu? Pari scemo tu eh, e invece..."

Ricomincio da tre
annotato qui da davideman alle 14:33 | commenti (12) - commenti (12) [ pop-up ]

martedì, 09 ottobre 2007 
Salta la tre

Se mi dovessero chiedere di elencare i miei dischi preferiti, sicuramente uno di questi non potrebbe che essere "The Joshua Tree" degli U2.
Sarò banale ma, come dicevano i latini, de gustibus non disputandum est. I gusti non si discutono.

Sicuramente il disco degli U2 che preferisco.
Tra i cinque del caricatore, è l'unico cd sempre fisso in macchina.

In questo momento comunque sto cercando - a volte senza successo - di non ascoltarlo…
o almeno di saltare la traccia tre.


See the stone set in your eyes
See the thorn twist in your side
I wait for you
 
Sleight of hand and twist of fate
On a bed of nails she makes me wait
And I wait without you
 
With or without you
With or without you
 
Through the storm we reach the shore
You give it all but I want more
And Im waiting for you
 
With or without you
With or without you
I cant live
With or without you
 
And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away
 
My hands are tied
My body bruised, shes got me with
Nothing to win and
Nothing left to lose
 
And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away
 
With or without you
With or without you
I cant live
With or without you
 
With or without you
With or without you
I cant live
With or without you
With or without you
 
"With or without you" - U2
annotato qui da davideman alle 15:27 | commenti (11) - commenti (11) [ pop-up ]

lunedì, 08 ottobre 2007 
Un amore quattro stagioni
A volte no
Venerdì sera pizza con amici.

Aggiornati sulla mia situazione sentimentale, il discorso non poteva non finire sul perché siano così difficili certi rapporti.

A volte è difficile stare insieme.
A volte è - o diventa essere - un lavoro costante.
A volte non si riesce proprio, nonostante tutti gli sforzi.
A volte è difficile trovare una destinazione comune.
A volte è difficile accettarci per come siamo.
A volte non si riesce proprio a risolvere insieme i problemi.
A volte è solo il tempo ad essere sbagliato.

A volte no…
e due di loro - infatti - l'anno prossimo si sposano.

Amare una persona è…
 
Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt'uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è…
accettarla così com'è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.
 
Omar Falworth
annotato qui da davideman alle 17:27 | commenti (15) - commenti (15) [ pop-up ]

venerdì, 05 ottobre 2007 
Incredibilmente oggi

«Mary non lo sa che tutte le colpe sono solo sue.
Lei preferisce addossarle a Lui. Lui non mi capisce. Lui è volubile. Lui è incredibilmente dolce, ma solo quando capisce che mi sta perdendo. Lui non mi da ciò che voglio. Lui è egoista. Lui non mi fa più sesso. Lui… Lui… Lui…
Ma Lei sta con Lui. E ogni sera torna a casa, lo guarda con sottile disprezzo, forse lo odia, di certo non lo sopporta più, ma sta li, come una cogliona. Ci mangia insieme, ci dorme insieme, ci scopa.
E Lei cos'è? E' il nulla. Lei non esiste, o meglio non esiste più Mary. Esiste la sua controfigura. Una sorta di santa diabolica che fa beneficenza ad un uomo che ha bisogno di lei.
No, Mary non dà soldi né opere di bene, Mary dà sé stessa per la causa dell'amore. Mangia e vomita, raccoglie saliva e poi sputa e il tempo passa. E sogna una bella famiglia, dei figli, una bella casetta, una vita istituzionale con la verduriera che ti sorride e sembra invidiarti, la giornalaia che ti dice quanto sono belli i bambini e le amiche che rosicano di fronte a questa perfezione familiare.
E intanto Mary muore. Giorno dopo giorno, ingozzandosi di sogni e di film d'amore. Ma la colpa e' di Lui.
Lui non può fare a meno di Lei. Lui è un bambino che se lasciato solo si perde. Lui è incredibilmente dolce, quando sente che mi sta perdendo.
Ponete l'attenzione sull'avverbio "incredibilmente". Quanta ipocrisia ci trovate in quell'incredibilmente? Quanto disgusto provoca quel sottolineare una lontananza dal credibile.
Ma Mary vive così. Si nutre del disgusto, mangia il suo vomito, Mary ha deciso che Lei non esiste. E non esiste nemmeno Lui. Esiste solo la situazione, la fotografia, un quadro iperrealista che ritrae una sfiga perenne. Fare pena, compassione, sentire che su di Lei incombe la missione impossibile di un amore "incredibilmente" vero e puro.
Ah, quante ne dovrò sentire di stronzate, quante storie patetiche dovranno ancora udire le mie orecchie. Umani, donne e uomini, siete prigionieri della vostra assenza.
Girate nella stanza chiedendovi dove siete. La vedete vuota? Lo sarà sempre se non appenderete uno specchio e non avrete il coraggio di guardarvi.
Parole per un nulla. La storia non cambia.
Lei si annulla per Lui. Lui esiste perché Lei si annulli. E tutti vissero felici e contenti.
Ma per quel che riguarda me potete andare tutti affanculo. Non provo pena né comprensione per le persone "incredibilmente" stupide.»

Guido Prussia
annotato qui da davideman alle 12:18 | commenti (8) - commenti (8) [ pop-up ]


 
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