Davide - appunti di viaggio
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 venerdì, 18 luglio 2008
Voglia di partire sopra e sotto la pelle

Vedo i miei colleghi tornare dalle ferie. Vedo i miei colleghi partire per le ferie.
Sarebbe bello che qualcuno vedesse partire me. Purtroppo per altre tre settimane questo non accadrà.

In attesa - probabilmente fino ad ottobre - di ferie un po' più lunghe, organizzate e decenti, andrò in Abruzzo a trovare i miei.
Una situazione e uno stato d'animo completamente differenti da quelli dello scorso anno.

Differenze sopra e sotto la mia pelle…
pelle che da domani avrà sotto un po' più d'inchiostro.


"C'è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore.
Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.
Così come non credo che si viaggi per tornare.
L'uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perchè, nel frattempo, lui stesso è cambiato.
Da sè stessi non si può fuggire.
Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio.
Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza.
In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico.
Ovunque vada è la propria anima che sta cercando.
Per questo l'uomo deve poter viaggiare."

Andrej Tarkovskij
annotato qui da davideman alle 12:50 | commenti (7) - commenti (7) [ pop-up ]

 lunedì, 14 luglio 2008
Stralci di Milano nella pioggia
e se, e ma 
mi pare sarà 
eppure non piove e nuvole 
non ne vedo di qua 
è una striscia di cielo 
non diversa da prima 
solo freddo d'autunno 
e bianco color di farina 
 
guardo sopra al sesto piano 
una goccia e poi l'altra si spiaccica in faccia 
fa un rumore di sveglia 
che tintinna sul ferro 
di una gronda lontana 
 
e viene la pioggia a lavare 
le macchine in fila 
gli allarmi strillare 
e bagna le aiuole spellate 
le multe stracciate 
il cielo dei bar 
 Piove a Milano
sulla strada di pietra segnata 
come panforte di tagli e binari 
piove sulle varesine e gira gira 
la giostra senza fine 
 
cade sopra i tram che passano lenti 
di ferro e di legno pazienti 
con un occhio solo 
buoni da guardare 
dinosauri in fila ad asciugare 
piove sui pensieri dietro ai fanali 
delle tangenziali 
 
e bagna nei cortili i gerani 
le nere ringhiere 
le lingue straniere 
i viados di gioia 
la casba di buenos aires 
le edicole accese 
le borse e le spese 
 
piove sulle campane 
delle pievi romane 
sulle grazie sui ceri 
sui voti e sui desideri 
cade sopra i piedi dei bambini 
che ci sono ma non li vedi 
sugli ortomercati 
dentro i fabbricati 
sopra le collette di spicci e sigarette 
su uomini e su cani 
e piove sulle urla dei villani 
 
sul cimitero monumentale 
sugli attacchini sugli spazzini 
sulle chiese dei filippini 
sui tavolini dei baracchini 
sui gatti tristi dentro i cortili 
sulle collane degli abusivi 
sul padiglione degli infettivi 
sopra i germani dentro i navigli 
 
sui treni caldi dei pendolari 
sopra i silenzi dei tassinari 
sulle africane per mezzo ai viali 
sopra i parenti negli ospedali 
e piove stasera anche sul chiuso della galera 
 
e venga la pioggia a novembre 
a lavarmi i pensieri dal fango e dal mal
 
"Pioggia di novembre" - Vinicio Capossela
annotato qui da davideman alle 16:13 | commenti (8) - commenti (8) [ pop-up ]

 giovedì, 10 luglio 2008
Ho ancora emozioni

Certe cose, anche se finiscono, ti lasciano addosso per un po' le emozioni e gli odori… un po' come un concerto.

Stamattina, in un orario assurdo, mi sono fermato a fare benzina.
Milano alle 6.30 ha un'atmosfera abbastanza irreale: silenziosa, senza traffico e - nonostante questa torrida estate - con una temperatura piacevole.
Se hai la fortuna di trovare il bar del distributore già aperto, è facile trovare persone che hanno tempo e voglia di parlare e raccontarti le loro storie.

Alle 6.30 Milano è spettacolare…
e ha ancora emozioni da raccontare.

Ho ancora la forza che serve a camminare, 
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare 
ho ancora quella forza che ti serve 
quando dici: "si comincia!"
 
Ho ancora la forza di guardarmi attorno 
mischiando le parole con due pacchetti al giorno, 
di farmi trovar lì da chi mi vuole 
sempre nella mia camicia…
 
Abito sempre qui da me, 
in questa stessa strada che non sai mai se c'è 
e al mondo sono andato, 
dal mondo son tornato sempre vivo…
 
Ho ancora la forza di starvi a raccontare 
le mie storie di sempre, di come posso amare, 
di tutti quegli sbagli che per un 
motivo o l'altro so rifare…
 
Ho ancora la forza di chiedere anche scusa 
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa, 
di dirvi che comunque la mia parte 
ve la posso garantire…
 
Abito sempre qui da me, 
in questa stessa strada che non sai mai se c'è 
nel mondo sono andato, 
dal mondo son tornato sempre vivo…
 
Ho ancora la forza di non tirarmi indietro, 
di scegliermi la vita masticando ogni metro, 
di far la conta degli amici andati e dire: 
"ci vediam più tardi…"
 
Ho ancora la forza di scegliere parole 
per gioco, per il gusto di potermi sfogare 
perché, che piaccia o no, è capitato 
che sia quello che so fare…
 
Abito sempre qui da me, 
in questa stessa strada che non sai mai se c'è 
col mondo sono andato 
e col mondo son tornato sempre vivo… sempre vivo
 
"Ho ancora la forza" - Ligabue e Guccini
annotato qui da davideman alle 15:09 | commenti (11) - commenti (11) [ pop-up ]

 lunedì, 07 luglio 2008
nuovo.telefono.e.altro
Ligabue @ San Siro @ 04/07/2008
Dopo più di tre anni ho un telefono nuovo.

In realtà il telefono nuovo lo avevo già da un po', ma per un motivo o per l'altro, non mi ero mai deciso a cambiarlo. Il vecchio telefono continuava a spegnersi ad ogni minima vibrazione e praticamente avevo un telefono sempre spento. Discreto davvero, ma troppo spesso inutile.
Ho perso un po' di messaggi, la mia suoneria e qualche foto, ma almeno ora sono raggiungibile.
Con i messaggi devo ancora abituarmi. La configurazione della tastiera del nuovo telefono è diversa e praticamente al posto degli spazi continuo a mettere punti tra una parola e l'altra.
Punti ovunque.

Questo week-end l'ho passato tra San Giuseppe, San Siro e San Pietro Cusico. Mancavano San Vittore e San Patrignano e finivo il giro dei santi.
Commentare il concerto di Ligabue a San Siro sarebbe superfluo. Che lo faccia - inutilmente - chi non c'era e non ha emozioni da raccontare.
Anche la festa della birra a San Pietro Cusico mi è piaciuta.
In generale le feste di paese mi piacciono. Sono così lontane dalla vita di facciata milanese. Non ci sono persone che si vestono o si comportano in modo artificiale. Giovani e anziani si mischiano e si divertono più di quanto si faccia nei locali di Milano con selezione del target all'ingresso.

Mi piacciono le sedie di plastica, mi piacciono le patatine fritte e soprattutto le bottiglie di vino a 3 euro e 50.

Io sono fatto per vivere alle feste di paese…
io sono fatto per vivere davvero.


"Questo paese non è di chi lo governa ma di chi ci abita! Non dobbiamo sentirci in affitto… non dobbiamo smettere di sognarlo!"
Di canzone in canzone 
di casello in stazione 
abbiam fatto giornata 
che era tutta da fare 
la luna ci ha presi 
e ci ha messi a dormire 
o a cerchiare la bocca 
per stupirci o fumare 
come se gli angeli fossero lì 
a dire che si 
è tutto possibile 
 
Buonanotte all'Italia deve un po' riposare 
tanto a fare la guardia c'è un bel pezzo di mare 
c'è il muschio ingiallito dentro questo presepio 
che non viene cambiato, che non viene smontato 
e zanzare vampiri che la succhiano lì 
se lo pompano in pancia un bel sangue così 
Buonanotte all'Italia che si fa o si muore 
o si passa la notte a volerla comprare 
come se gli angeli fossero lì 
a dire che si 
è tutto possibile 
come se i diavoli stessero un po' 
a dire di no, che son tutte favole 
 
Buonanotte all'Italia che ci ha il suo bel da fare 
tutti i libri di storia non la fanno dormire 
sdraiata sul mondo con un cielo privato 
fra San Pietri e Madonne 
fra progresso e peccato 
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea 
ed i segni di ieri che non vanno più via 
di carezza in carezza 
di certezza in stupore 
tutta questa bellezza senza navigatore 
come se gli angeli fossero lì 
a dire che si 
è tutto possibile 
come se i diavoli stessero un po' 
a dire di no, che son tutte favole 
 
Buonanotte all'Italia con gli sfregi nel cuore 
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere 
e la guarda distratto come fosse una moglie 
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie 
e una stella fa luce senza troppi perché 
ti costringe a vedere tutto quello che c'è 
Buonanotte all'Italia che si fa o si muore 
o si passa la notte a volersela fare…
 
"Buonanotte all'Italia" - Ligabue
annotato qui da davideman alle 17:06 | commenti (10) - commenti (10) [ pop-up ]

 martedì, 01 luglio 2008
Wind of change

Un bel fine settimana davvero. Non ci si è fatti mancare proprio niente. Anche una tromba d'aria e un nubifragio che hanno rispettivamente strappato il tendone del mio balcone e allagato il box.

A parte questo, un fine settimana piacevole, anche se domenica sera mentre tornavo a casa ho dovuto fare lo slalom tra gli alberi caduti.
Alle tre di questa notte, invece, grandine. Per fortuna - a differenza di domenica - non ero fuori in bici.

Per fortuna ora è tornato un po' di sereno…
anche nel tempo.


"Le donne… sai cosa ti dico? Chi le ha create… Dio deve essere proprio un genio. I capelli… i capelli sono tutto, lo sai? Hai mai affondato il naso in una montagna di capelli sognando di addormentartici sopra? O le labbra... quando toccano le tue come il primo sorso di vino dopo che hai attraversato il deserto. Le tette, belle tettone, tettine, capezzoli, capezzoli che ti puntano addosso come baionette innestate… e le gambe, non importa che siano colonne greche o gambe di pianoforte, è quel che c'è in mezzo, il passaporto per il Paradiso […] Sì signor Simms, ci sono solo due sillabe sulla faccia di questa Terra che sono degne di ascolto… fica."
Scent of a Woman
annotato qui da davideman alle 15:33 | commenti (11) - commenti (11) [ pop-up ]

 venerdì, 27 giugno 2008
Il dentista e altre paure

Ieri, finalmente, l'appuntamento con il dentista.

Rileggendo la frase, mai avrei pensato di poter scrivere una cosa simile. Il dolore però - a volte - cambia le prospettive.
Il dentista mi ha fissato tre appuntamenti a luglio, riempiendoli con parole strane. Anestesia e possibile devitalizzazione sono le uniche che - per me - hanno un senso.

Il problema - spesso - non è la paura che qualcosa ti faccia male. E' piuttosto l'assoluta certezza che qualcosa finisca - prima o poi - col farti male. Ne faresti volentieri a meno di queste certezze. Ti servirebbe ad essere più aperto e fiducioso. Purtroppo, per quanto ci lavori, non sempre ci riesci.

Ogni ferita, anche se cicatrizza, lascia il segno…
quel segno si chiama delusione.


"Ecco la mia storia, in parole semplici. Ti chiedo di non chiedermela più. Te l'ho detta per darti un avvertimento. Io ho subito un danno. Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere. Non hanno pietà: sanno che gli altri possono sopravvivere esattamente come loro."
"Il danno" - Josephine Hart
annotato qui da davideman alle 16:53 | commenti (2) - commenti (2) [ pop-up ]

 lunedì, 23 giugno 2008
Due film appena rivisti (-3)
Santa Maradona
- "E' evidente, è evidente!"
- "E' evidente che?"
- "Che il tuo problema rispetto a quello che ha fatto Dolores è un problema di percezione, di prospettiva!"
- "Non è nessun problema di prospettiva, si è fatta scopare da un altro... mi sembra una cosa molto concreta!"
- "Vabbè, ma pensa al suo punto di vista!"
- "Non ci voglio pensare al suo punto di vista!"
- "Lo vedi, è come dico io! Lei se la fotte il regista e a te ti fotte la percezione, tale e quale!"
- "Va bene, cambiamo discorso?"
- "No, scusa un attimo… l'altro giorno ero in treno e stavo guardando fuori dal finestrino..."
- "E dove cazzo stavi andando?"
- "Ma che ti frega, ascolta… stavo guardando fuori…"
- "Ma quand'è che hai preso un treno?"
- "Ma l'ho preso, ascolta!"
- "Ma perché mi devi raccontare le cazzate?"
- "Ma non sono cazzate, ascolta… guardavo fuori da sto cazzo di finestrino e ad un certo punto appare nella pianura un camion gigante e un vecchietto di 130 anni che se lo dipingeva tutto di rosso… cioè la cosa più bella del mondo! solo che ho pensato che io quella scena li la stavo guardando attraverso il vetro, di conseguenza ho messo a fuoco sul finestrino e ho visto che qua in basso, a un centimetro dalla mia faccia, c'era una scrittina piccola piccola, che se continuavo a guardare fuori non avrei mai letto…"
- "Che scrittina?
- "L'amore è una scureggia nel cuore! Cioè ti rendi conto? Tu te ne stai tranquillo, in treno, stai guardando lo spettacolo più bello del mondo e un deficiente t'ha scritto sotto al naso una cazzata del genere… è chiaro?"
- "Sì, ma che cazzo centra questo con me e Dolores?"
- "Centra che tu ti sei fissato con sta scrittina del regista e hai smesso di guardare fuori quello spettacolo meraviglioso che è Dolores... questo centra, Andrea!"
- "No, cazzo non ce la faccio! E' più forte di me! Tutto troppo in fretta! Non ce la faccio!"
- "Ma è il mondo che va in fretta Andrea, è il mondo! Non vivi mica più nel '500 che non succedeva mai un cazzo! Adesso le cose corrono, torni a casa la sera e ti trovi su telepiù i porno! Andrea, la Champions League? E dai…"
- "La coppa dei campioni che fine ha fatto?"
- "Sparita, dimenticata, niente più coppa dei campioni!"
- "Sono cose che fanno pensare!"

Santa Maradona

A/R andata + ritorno
- "E' successo che questa notte io e te abbiamo fatto l'amore."
- "L'amore non esiste."
- "E' per questo che lo facciamo."
- "Eh?"
- "Lo facciamo perché esista…"
A/R andata + ritorno
annotato qui da davideman alle 17:00 | commenti (12) - commenti (12) [ pop-up ]

 venerdì, 20 giugno 2008
Poche cose confuse da scrivere (-6)

Finalmente riesco a riconoscere questo strano giugno. Se lo riconoscessi un po' meno, oppure - meglio - se fossi in spiaggia, sarebbe meglio.

Ho scoperto che la benzocaina allevia un po' il dolore… per lo meno quello ai denti. Il fastidio rimane ma almeno giovedì è più vicino.

Il resto dei pensieri, le ferie e tutto il resto sono in sospeso…
come al solito.


"Myriam,
    tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso.
Ti ho vista l'altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi. Qualcuno ha pronunciato il tuo nome e alcuni ragazzi ti hanno chiamata "professoressa". Eri con un uomo alto, probabilmente tuo marito. E' tutto quello che so di te, ed è forse già troppo. Non spaventarti, non voglio incontrarti e interferire nella tua vita. Vorrei piuttosto che tu accettassi di ricevere delle lettere da me. Insomma, vorrei poterti raccontare di me (ogni tanto) scrivendo. Non che la mia vita sia così interessante (non lo è, e non mi lamento), ma mi piacerebbe darti qualcosa che altrimenti non saprei a chi dare."

"Che tu sia per me il coltello" - David Grossman
annotato qui da davideman alle 17:17 | commenti (6) - commenti (6) [ pop-up ]

 martedì, 17 giugno 2008
Conto alla rovescia con dolore (-9)
Denti
Appuntamento fissato per giovedì 26 alle ore 16. Il dentista non poteva assolutamente prima.

Quando - settimana scorsa - ho chiamato per prenotare l'appuntamento non sentivo ancora nessun dolore. Ora invece è un dolore ininterrotto… per fortuna non acuto. In una scala da 1 a 10 direi che è un 5. E' purtroppo un 5 costante per tutto il giorno.

La lingua continua a correrci su, giocando con le parti aguzze, con la vana speranza di alleviare il dolore. Purtroppo, tranne regalare una strana smorfia alla mia faccia, serve a poco. I colluttori e il resto, più che il dolore anestetizzano la bocca e la lingua.

E' la prima cosa che percepisco quando mi sveglio. E' quello che nei momenti vuoti focalizza e distrae il mio pensiero. Comincio a capire la storia del dottor House con il Vicodin. Oggi proverò con la benzocaina.

Ho convissuto abbastanza con il dolore…
è ora di mandare qualche lettera di sfratto.


"E' questo continuo bisogno di essere amati che ci fa diventare così fragili e violenti."
Denti
annotato qui da davideman alle 15:01 | commenti (7) - commenti (7) [ pop-up ]

 venerdì, 13 giugno 2008
Mancanze
Martino
Martedì sono partiti i miei per il mare… forse andrò a trovarli per ferragosto.
A fine settembre quando loro torneranno a Milano - probabilmente - io partirò per le vacanze.

Quando Valentina mi ha chiesto se mi mancassero le ho risposto di no.
La mancanza, per come la intendo io, è un qualcosa di diverso.
La mancanza non è un vuoto lasciato da un pieno.
La mancanza non è l'assenza di una presenza.
Questa io la chiamo nostalgia.
La mancanza, per come la intendo io, è più profonda.
La mancanza è la chiara idea di qualcosa mai avuto o mai vissuto.
La mancanza spesso non è focalizzata o inquadrata su uno specifico oggetto.

Ad esempio, se ora non ci fosse più Martino avrei probabilmente nostalgia di lui, ma non mi mancherebbe un gatto… o forse mi mancherebbe un gatto affettuoso. Ad esempio, mi manca mio nonno - uno qualsiasi dei due visto che non ne ho mai conosciuto nessuno - mi manca la sua figura e quello che avrebbe potuto rappresentare. Ad esempio, ho nostalgia di un sacco di amici, ma non mi manca un amico.

Ci sono tante cose che mi mancano. Un cane, un fratello, una sorella e - soprattutto - la sicurezza del potermi lasciarmi totalmente andare.

Vorrei riuscire a dirlo meglio…
ma mi manca la capacità e molto altro.


"La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità."
Bertrand Russell
annotato qui da davideman alle 13:01 | commenti (11) - commenti (11) [ pop-up ]


 
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