Davide - appunti di viaggio
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martedì, 28 luglio 2009 
Ultimo pezzo (seconda parte)
Quasi fatto
Organizzare un matrimonio è abbastanza complicato, ma ce l'abbiamo ormai fatta.

Intanto…
mancano...
annotato qui da davideman alle 17:15 | commenti (11) - commenti (11) [ pop-up ]

mercoledì, 22 luglio 2009 
Ultimo pezzo (prima parte)
Qualcosa da costruire
Stamattina, venendo al lavoro, ho comprato in edicola l'ultimo numero di Topolino.

Normalmente non lo leggo, ma negli ultimi quattro numeri c'erano allegati i pezzi per costruire un sommergibile.
I sommergibili mi sono sempre piaciuti, in più trovo sia bello riuscire, una volta tanto, a terminare una - per quanto breve - collezione.

Una collezione da quattro pezzi è facile. Molto di più di quanto lo erano gli album dei calciatori della Panini.

Riuscire a terminare qualcosa, costruendola settimana dopo settimana, è davvero gratificante…
soprattutto quando questa cosa è l'inizio di qualcosa di più grande.

Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
 
ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende
e nulla ti appartiene ancora
 
penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
 
al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
 
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere
è potere rinunciare alla perfezione
 
ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
 
così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
ma tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
 
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere
e potere rinunciare alla perfezione
 
ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
 
io ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
a breve…
 
"Costruire" - Niccolò Fabi
annotato qui da davideman alle 17:34 | commenti (5) - commenti (5) [ pop-up ]

mercoledì, 08 luglio 2009 
Anche i saldi sono in crisi
Serve aiuto?
Oggi a Milano ci sarà la notte bianca. Non una notte qualsiasi… la notte per fare decollare i saldi.

Dovunque si continua a parlare di crisi. Io, però, per i saldi, sabato e domenica, ho fatto le stesse file che facevo negli anni in cui non c'era la crisi. Ho anche comprato le stesse cose. L'avrei anche evitato se gli abiti dello scorso anno mi fossero rientrati. Invece, probabilmente, mi rientreranno quando ormai saranno già passati di moda o - peggio ancora - quando torneranno nuovamente di moda.

Insomma, almeno in questo fine settimana, non ho visto la spaventosa crisi di cui parlano tutti. Tuttavia continuo a sentire persone che si lamentano di tutto.
Un po' devo confessare che mi annoia questo continuo lamentarsi. E' palese che la situazione generale non sia rosea, ma occorre prendere ciò che c'è di buono e provare a cercare di convivere il resto.

A pranzo di solito cerco di scegliere - se ho la fortuna di trovarlo e di potermelo permettere - solo quello che mi piace. Eventualmente cerco di scegliere l'alternativa migliore scartando quello che non mi piace. Come ultima eventualità cambio bar o ristorante. Lamentarmi non mi ha mai tolto la fame. Mi fa perdere solo tempo e, oltre ad essere inutile, credo che sia offensivo verso chi invece in quel posto continua a mangiarci nonostante tutto.

Si continua a dire che c'è crisi, ma continuo a vedere i negozi che vengono svuotati. Prenotare una vacanza continua ad essere difficile come lo era qualche anno fa.

I negozi che effettuano riparazioni - come quello sotto casa mia - invece continuano a chiudere. Forse per loro c'è davvero crisi. Riparare qualcosa non conviene più. Nonostante la crisi, si fa prima a ricomprare le cose.

Continuiamo ad essere la generazione "usa e getta"…
e continuare a lamentarci è l'unico pretesto che abbiamo per poter "gettare".


"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere."
*1

Tommaso Moro

*1: in realtà la citazione è anche pronunciata dalla band del cantante britannico Robbie Williams durante i tour: il gruppo si dispone in cerchio, si abbraccia e rivolge queste parole ad Elvis Presley, dopodiché sale sul palco.
annotato qui da davideman alle 15:37 | commenti (3) - commenti (3) [ pop-up ]

 
Un po' di sano razzismo

"Io sono razzista.
Ma non credo che a dividere gli umani in razze sia un qualcosa di biologico, ma un qualcosa che riguarda l'intelletto.
Io sono razzista verso certi modi di pensare che sono diversi dai miei.
E rivendico il mio razzismo per rivendicare la mia diversità.
La mia razza non può essere simile a quella dei bipedi nottambuli cocainomani che amano agitarsi ascoltando musica che a me sembra di merda e a loro sembra estasi.
Io sono razzista perché mi lavo le mani, mi taglio le unghie e non sopporto la mia puzza e non posso essere della stessa razza di coloro che amano sguazzare nel loro sporco.
Io sono razzista perché per me dio non e' una certezza e non posso permettere che mi si metta nella stessa razza di chi in nome di dio è pronto a combattere ed uccidere.
Io sono razzista perché non sono al servizio di nessuna ideologia e mal sopporterei essere messo nella stessa famiglia di chi ha trovato in un ideologia la sua unica guida.
Io sono razzista perché non rubo e sono spesso derubato dalla razza dei ladri.
Io sono razzista perché la mia razza è in via di estinzione e confonderla con la razza della massa servirebbe solo a non proteggere il numero esiguo di esemplari rimasti della mia specie.
Io sono razzista perché l'antirazzismo è solo un modo per omologarci in un unica specie.
Io sono razzista perché ho il diritto di sentirmi superiore a un imbecille così come di sentirmi più basso di un watusso.
Io sono razzista e me lo posso permettere perché avendo deciso di non esercitare nessun potere il mio razzismo è un fatto privato come lo scegliersi un appartenenza o una tribù.
Io sono razzista, un razzista che non discrimina e non ha pregiudizi ma chi si tiene stretto il diritto dell'insofferenza verso la stupidità."


Guido Prussia
annotato qui da davideman alle 12:03 | commenti - commenti [ pop-up ]

lunedì, 29 giugno 2009 
Nessuna ricorrenza
namorados
So che parlare oggi di San Valentino è poco pertinente, ma mi sono venuti in mente per un attimo le persone che parlano di ipocrisia… tutti coloro che non festeggiano San Valentino, Natale e la maggior parte delle feste cosiddette consumistiche adducendo come motivo che festeggiano tutto l'anno.
Chissà se hanno festeggiato in questi mesi.

Comunque davvero credo che non sia importante il giorno…
quanto festeggiare.

Vorrei scrivere per te
qualcosa che…
che ti dica beh…
sto pensando a te
e tu dove sei
se non sei con me
l'amore che cos'è…
è pensare a te
e vieni a casa mia
quando vuoi
dormirai con me
solo se vorrai…
 
Non ti voglio fermare
io ti lascerò andare
c'è sempre una partenza,
stai con me o stai senza
perché credo che amare sia lasciar
liberi di fare...
stai con me o senza me
stai con me o senza me…
 
Vorrei vivere con te
anche solo un giorno dai
mi basterebbe sai
che meraviglia sei
per uno come me
che scappa sempre
da ogni storia che
lega le caviglie…
 
Non ti voglio fermare
io ti lascerò andare
c'è sempre una partenza,
stai con me o stai senza
perché credo che amare sia lasciar
liberi di fare…
stai con me o senza me
stai con me o senza me…
 
"Non ti voglio fermare" - Mauro Di Maggio
annotato qui da davideman alle 13:20 | commenti (2) - commenti (2) [ pop-up ]

 
San Valentino e gli altri

In Galles molti festeggiano il giorno di San Dwynwen, patrono degli innamorati gallesi, il 25 gennaio.
In Finlandia e in Estonia, il 14 febbraio si chiama "Il giorno degli amici": si ricordano tutti gli amici, e non solo gli innamorati.
In Slovenia il 14 febbraio è il giorno in cui si comincia a lavorare nei campi, mentre la tradizionale festa degli innamorati è San Gregorio, il 12 marzo.
In Romania, la festa degli innamorati si chiama Dragobete, e cade il 24 febbraio. Dragobete è nella mitologia rumena il figlio di Baba Dochia, che rappresenta a sua volta l'impazienza degli uomini nell'attesa dell'arrivo della primavera.
In Sud America la festa è simile a quella nordamericana, ma include sia gli innamorati che gli amici. Si chiama infatti "Día del Amor y la Amistad". In Colombia si celebra però il 20 settembre.

In Asia, San Valentino fa spendere soldi agli innamorati di molti paesi - come Singapore, Cina, e Corea del Sud. Ma in modi differenti.
In Giappone, le donne sono "obbligate" a comprare dei cioccolatini ai loro colleghi maschi ("giri-choko") oppure possono scambiarseli tra di loro ("tomo-choko"). Da qualche anno, esiste anche un contrappasso: i maschietti restituiranno il favore il 14 marzo, giorno noto come "giornata bianca".
In Corea del Sud, avviene lo stesso. Ma il 14 aprile, giorno noto come "giornata nera", chi non avesse ricevuto nulla il 14 febbraio o il 14 marzo si recherà in un ristorante, mangerà spaghetti al nero di seppia lamentandosi e rattristandosi della propria solitudine.
In Cina, è l'uomo a comprare fiori e cioccolatini alla donna. Esiste però una tradizione più antica chiamata "La notte dei sette" (Qi Xi), che cade nel settimo giorno del settimo mese del calendario cinese. Ovvero, ad Agosto. Durante questa festa, le giovani nubili mostrano pubblicamente le loro arti domestiche nella speranza di trovare un compagno.

In Medio Oriente, la festività globalizzata dell'amore ha avuto invece qualche intoppo.
In Iran, la festa degli innamorati si chiama "Sepandarmazgan", e si festeggia il 29 Bahman del calendario Jalali. Cioè, il 17 febbraio. Il governo preferisce che non venga festeggiato invece San Valentino, ma pare che gli iraniani più giovani lo facciano ugualmente, scambiandosi doni e ciocciolatini di nascosto.
Nel 2008, i festeggiamenti di San Valentino sono stati ufficialmente banditi in Arabia Saudita.

In Brasile, San Valentino è completamente ignorato per via dell'importanza maggiore assunta dal Carnevale, che può cadere proprio in quel periodo. La festa degli innamorati si festeggia invece il 12 giugno, il giorno prima di Sant'Antonio, in cui le donne nubili svolgono riti per trovare un compagno.
Conosciuto come santo casamenteiro, cioè propiziatore dei matrimoni, Sant'Antonio viene invocato dalle ragazze nubili in cerca di fidanzato durante la "trezena", cioè i tredici giorni che precedono la ricorrenza. Durante questi giorni le immagini del santo vengono esposte capovolte, per "costringerlo" a esaudire i desideri. Un'altra tradizione è quella di trafugare di nascosto, da una chiesa o dall'altarino di qualche zia devota, una statuetta del santo e seppellirla fino al collo sempre a scopo coercitivo. La statuetta sarà naturalmente restituita a servizio concluso.
 
Eu bebo a Vida, a Vida, a longos tragos
como um divino vinho de Falerno,
poisando em ti o meu amor eterno
como poisam as folhas sobre os lagos
 
Os meus sonhos agora são mais vagos,
o teu olhar em mim, hoje, é mais terno
e a Vida já não é o rubro inferno
todo fantasmas tristes e pressagos!
 
A vida, meu Amor, quer vivê-la!
Na mesma taça erguida em tuas mãos,
bocas unidas hemos de bebê-la!
 
Que importa o mundo e as ilusões defuntas?
Que importa o mundo e seus orgulhos vãos?
O mundo, Amor? As nossas bocas juntas!
  
"O nosso mundo" - Florbela Espanca
 
Bevo la vita, la vita, a sorsi lunghi
come un divino vino di Falerno,
posando in te il mio guardare eterno
come le foglie fanno sopra i laghi.
 
I miei sogni ora son più vaghi,
il tuo guardare in me oggi è più dolce
e la vita adesso non è il rosso inferno
tutto di parvenze tristi e di presagi.
 
La vita, Amore mio, voglio viverla!
Nella stessa coppa, alzata nelle tue mani,
avremo bocche unite a berla.
 
Che importano il mondo e le illusioni defunte?
Che importano il mondo e i suoi orgogli vani?
Il mondo, amore? Le nostre bocche giunte!
 
"Il nostro mondo" - Florbela Espanca
annotato qui da davideman alle 12:10 | commenti - commenti [ pop-up ]

venerdì, 19 giugno 2009 
Non sarà 3MSC ma…
Non sarà 3MSC ma...
She's blood, flesh and bone 
No tucks or silicone 
She's touch, smell, sight, taste and sound 
 
But somehow I can't believe 
That anything should happen 
I know where I belong 
And nothing's gonna happen 
 
'Cause she's so high... 
High above me, she's so lovely 
She's so high... 
Like Cleopatra, Joan of Arc, or Aphrodite 
She's so high... 
High above me 
 
First class and fancy free 
She's high society 
She's got the best of everything 
 
What could a guy like me 
Ever really offer? 
She's perfect as she can be 
Why should I even bother? 
 
'Cause she's so high... 
High above me, she's so lovely 
She's so high... 
Like Cleopatra, Joan of Arc, or Aphrodite 
She's so high... 
High above me 
 
She comes to speak to me 
I freeze immediately 
'Cause what she says sounds so unreal 
 
But somehow I can't believe 
That anything should happen 
I know where I belong 
And nothing's gonna happen 
 
'Cause she's so high... 
High above me, she's so lovely 
She's so high... 
Like Cleopatra, Joan of Arc, or Aphrodite 
She's so high... 
High above me 
 
"She's So High" - Tal Bachman
annotato qui da davideman alle 11:07 | commenti (1) - commenti (1) [ pop-up ]

giovedì, 11 giugno 2009 
Un istante… un'istantanea
Terremoto @ L'Aquila @ 06/04/2009
"Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati.
Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.
Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime della droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia.

Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti. Non fotografare il suicida, l'omicida e la sua vittima.
Non fotografare l'imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.
Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza, non aggiungere la tua. Loro debbono usare la violenza, tu puoi farne a meno.

Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l'eroico moncherino.
Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme. Non perseguitare con il flash la ragazza sfigurata dall'incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l'attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungervi le tue fotografie.

Non fotografare gli annegati, i corpi carbonizzati, gli schiantati dai sismi, i dilaniati dalle esplosioni: non renderti responsabile della loro ultima immagine che li farebbe inorridire se potessero vederla.
Non fotografare la madre dell'assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l'amante, e nemmeno gli orfani dell'amante. Non fotografare chi subì ingiuria: la ragazza violentata, il bambino percosso. Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del diritto all'informazione.

Se è davvero l'umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l'ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.
Non fotografare chi fotografa: può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale. Come giudicheremmo un pittore in costume bohémien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all'ergastolo, all'impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, a un corpo lacerato che affiora dalle rovine? Perché presumi che il costume da free lance, una borsa di accessori, tre macchine appese al collo e un flash sparato in faccia possano giustificarti?"


"Meglio ladro che fotografo" - Ando Gilardi
annotato qui da davideman alle 16:54 | commenti (2) - commenti (2) [ pop-up ]

mercoledì, 10 giugno 2009 
Antipatie sociali
Amicizie e social network
Un po' di tempo fa, su un numero di Focus o una rivista simile, lessi uno studio sulle relazioni sociali fatto da un gruppo di sociologi e psicologi di una prestigiosa università americana.

Lo studio, basandosi sul tempo a disposizione e una serie di variabili più o meno complesse, fissava a circa 200 persone il limite massimo di relazioni che si possono conservare nella propria rete sociale. Oltre questo limite, comincia a diventare difficile mantenere tutte le relazioni instaurate e - inevitabilmente - qualche relazione si perde.

Dopo un momento di disappunto iniziale, mi sono reso conto che il mio limite è anche più basso.
Preferisco prendere il giusto tempo per le mie relazioni. Mi risparmio le amicizie di comodo e faccio a meno di alcuni contatti.

Ogni tanto, faccio pulizia di qualche contatto. Cancello dalla rubrica del cellulare i contatti che non sento da un po'. Credo che loro facciano altrettanto. Io francamente non me la prendo… credo sia del tutto normale.
Perdersi – come diceva anche Punck - è del tutto naturale. Non si può avere tempo e spazio per tutti.

Personalmente preferisco una tranquilla cena in quattro che una serata con venti persone… il blog al social network.

Preferisco l'uovo oggi alla gallina domani, anzi…
l'uovo oggi ai cento polli di domani.


"Troppi amici, non abbastanza amicizia."
Jean-Baptiste Alphonse Karr
annotato qui da davideman alle 17:05 | commenti (5) - commenti (5) [ pop-up ]

lunedì, 08 giugno 2009 
L'importanza di esserci
Quando credi d'essere solo su un atollo in mezzo al mare 
quando soffia la tempesta e hai paura di annegare 
chiama, chiama piano sai che non sarò lontano 
chiama, tu, chiama piano 
ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio.
 
Quando crolla il tuo universo tra le righe di un giornale 
quando tutto intorno è perso e hai finito di sperare 
chiama, chiama piano sai che non sarò lontano 
chiama, tu, chiama piano 
ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio.
 
Quando il fuoco sembra spento e non pensi d'aspettare 
quando il giorno resta fermo e decidi di volare 
quando certo d'aver vinto sulla nube di veleno 
e il tuo cielo è già dipinto di un crescente arcobaleno 
chiama, chiama piano sai che non sarò lontano 
chiama, tu, chiama piano 
ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio.
 
"Chiama piano" - Fabio Concato e Pierangelo Bertoli
annotato qui da davideman alle 09:52 | commenti (3) - commenti (3) [ pop-up ]


 
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