Davide - appunti di viaggio
Visualizza/nascondi template
lunedì, 29 giugno 2009 
Nessuna ricorrenza
namorados
So che parlare oggi di San Valentino è poco pertinente, ma mi sono venuti in mente per un attimo le persone che parlano di ipocrisia… tutti coloro che non festeggiano San Valentino, Natale e la maggior parte delle feste cosiddette consumistiche adducendo come motivo che festeggiano tutto l'anno.
Chissà se hanno festeggiato in questi mesi.

Comunque davvero credo che non sia importante il giorno…
quanto festeggiare.

Vorrei scrivere per te
qualcosa che…
che ti dica beh…
sto pensando a te
e tu dove sei
se non sei con me
l'amore che cos'è…
è pensare a te
e vieni a casa mia
quando vuoi
dormirai con me
solo se vorrai…
 
Non ti voglio fermare
io ti lascerò andare
c'è sempre una partenza,
stai con me o stai senza
perché credo che amare sia lasciar
liberi di fare...
stai con me o senza me
stai con me o senza me…
 
Vorrei vivere con te
anche solo un giorno dai
mi basterebbe sai
che meraviglia sei
per uno come me
che scappa sempre
da ogni storia che
lega le caviglie…
 
Non ti voglio fermare
io ti lascerò andare
c'è sempre una partenza,
stai con me o stai senza
perché credo che amare sia lasciar
liberi di fare…
stai con me o senza me
stai con me o senza me…
 
"Non ti voglio fermare" - Mauro Di Maggio
annotato qui da davideman alle 13:20 | commenti (1) - commenti (1) [ pop-up ]

 
San Valentino e gli altri

In Galles molti festeggiano il giorno di San Dwynwen, patrono degli innamorati gallesi, il 25 gennaio.
In Finlandia e in Estonia, il 14 febbraio si chiama "Il giorno degli amici": si ricordano tutti gli amici, e non solo gli innamorati.
In Slovenia il 14 febbraio è il giorno in cui si comincia a lavorare nei campi, mentre la tradizionale festa degli innamorati è San Gregorio, il 12 marzo.
In Romania, la festa degli innamorati si chiama Dragobete, e cade il 24 febbraio. Dragobete è nella mitologia rumena il figlio di Baba Dochia, che rappresenta a sua volta l'impazienza degli uomini nell'attesa dell'arrivo della primavera.
In Sud America la festa è simile a quella nordamericana, ma include sia gli innamorati che gli amici. Si chiama infatti "Día del Amor y la Amistad". In Colombia si celebra però il 20 settembre.

In Asia, San Valentino fa spendere soldi agli innamorati di molti paesi - come Singapore, Cina, e Corea del Sud. Ma in modi differenti.
In Giappone, le donne sono "obbligate" a comprare dei cioccolatini ai loro colleghi maschi ("giri-choko") oppure possono scambiarseli tra di loro ("tomo-choko"). Da qualche anno, esiste anche un contrappasso: i maschietti restituiranno il favore il 14 marzo, giorno noto come "giornata bianca".
In Corea del Sud, avviene lo stesso. Ma il 14 aprile, giorno noto come "giornata nera", chi non avesse ricevuto nulla il 14 febbraio o il 14 marzo si recherà in un ristorante, mangerà spaghetti al nero di seppia lamentandosi e rattristandosi della propria solitudine.
In Cina, è l'uomo a comprare fiori e cioccolatini alla donna. Esiste però una tradizione più antica chiamata "La notte dei sette" (Qi Xi), che cade nel settimo giorno del settimo mese del calendario cinese. Ovvero, ad Agosto. Durante questa festa, le giovani nubili mostrano pubblicamente le loro arti domestiche nella speranza di trovare un compagno.

In Medio Oriente, la festività globalizzata dell'amore ha avuto invece qualche intoppo.
In Iran, la festa degli innamorati si chiama "Sepandarmazgan", e si festeggia il 29 Bahman del calendario Jalali. Cioè, il 17 febbraio. Il governo preferisce che non venga festeggiato invece San Valentino, ma pare che gli iraniani più giovani lo facciano ugualmente, scambiandosi doni e ciocciolatini di nascosto.
Nel 2008, i festeggiamenti di San Valentino sono stati ufficialmente banditi in Arabia Saudita.

In Brasile, San Valentino è completamente ignorato per via dell'importanza maggiore assunta dal Carnevale, che può cadere proprio in quel periodo. La festa degli innamorati si festeggia invece il 12 giugno, il giorno prima di Sant'Antonio, in cui le donne nubili svolgono riti per trovare un compagno.
Conosciuto come santo casamenteiro, cioè propiziatore dei matrimoni, Sant'Antonio viene invocato dalle ragazze nubili in cerca di fidanzato durante la "trezena", cioè i tredici giorni che precedono la ricorrenza. Durante questi giorni le immagini del santo vengono esposte capovolte, per "costringerlo" a esaudire i desideri. Un'altra tradizione è quella di trafugare di nascosto, da una chiesa o dall'altarino di qualche zia devota, una statuetta del santo e seppellirla fino al collo sempre a scopo coercitivo. La statuetta sarà naturalmente restituita a servizio concluso.
 
Eu bebo a Vida, a Vida, a longos tragos
como um divino vinho de Falerno,
poisando em ti o meu amor eterno
como poisam as folhas sobre os lagos
 
Os meus sonhos agora são mais vagos,
o teu olhar em mim, hoje, é mais terno
e a Vida já não é o rubro inferno
todo fantasmas tristes e pressagos!
 
A vida, meu Amor, quer vivê-la!
Na mesma taça erguida em tuas mãos,
bocas unidas hemos de bebê-la!
 
Que importa o mundo e as ilusões defuntas?
Que importa o mundo e seus orgulhos vãos?
O mundo, Amor? As nossas bocas juntas!
  
"O nosso mundo" - Florbela Espanca
 
Bevo la vita, la vita, a sorsi lunghi
come un divino vino di Falerno,
posando in te il mio guardare eterno
come le foglie fanno sopra i laghi.
 
I miei sogni ora son più vaghi,
il tuo guardare in me oggi è più dolce
e la vita adesso non è il rosso inferno
tutto di parvenze tristi e di presagi.
 
La vita, Amore mio, voglio viverla!
Nella stessa coppa, alzata nelle tue mani,
avremo bocche unite a berla.
 
Che importano il mondo e le illusioni defunte?
Che importano il mondo e i suoi orgogli vani?
Il mondo, amore? Le nostre bocche giunte!
 
"Il nostro mondo" - Florbela Espanca
annotato qui da davideman alle 12:10 | commenti - commenti [ pop-up ]

venerdì, 19 giugno 2009 
Non sarà 3MSC ma…
Non sarà 3MSC ma...
She's blood, flesh and bone 
No tucks or silicone 
She's touch, smell, sight, taste and sound 
 
But somehow I can't believe 
That anything should happen 
I know where I belong 
And nothing's gonna happen 
 
'Cause she's so high... 
High above me, she's so lovely 
She's so high... 
Like Cleopatra, Joan of Arc, or Aphrodite 
She's so high... 
High above me 
 
First class and fancy free 
She's high society 
She's got the best of everything 
 
What could a guy like me 
Ever really offer? 
She's perfect as she can be 
Why should I even bother? 
 
'Cause she's so high... 
High above me, she's so lovely 
She's so high... 
Like Cleopatra, Joan of Arc, or Aphrodite 
She's so high... 
High above me 
 
She comes to speak to me 
I freeze immediately 
'Cause what she says sounds so unreal 
 
But somehow I can't believe 
That anything should happen 
I know where I belong 
And nothing's gonna happen 
 
'Cause she's so high... 
High above me, she's so lovely 
She's so high... 
Like Cleopatra, Joan of Arc, or Aphrodite 
She's so high... 
High above me 
 
"She's So High" - Tal Bachman
annotato qui da davideman alle 11:07 | commenti (1) - commenti (1) [ pop-up ]

giovedì, 11 giugno 2009 
Un istante… un'istantanea
Terremoto @ L'Aquila @ 06/04/2009
"Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati.
Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.
Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime della droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia.

Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti. Non fotografare il suicida, l'omicida e la sua vittima.
Non fotografare l'imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.
Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza, non aggiungere la tua. Loro debbono usare la violenza, tu puoi farne a meno.

Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l'eroico moncherino.
Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme. Non perseguitare con il flash la ragazza sfigurata dall'incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l'attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungervi le tue fotografie.

Non fotografare gli annegati, i corpi carbonizzati, gli schiantati dai sismi, i dilaniati dalle esplosioni: non renderti responsabile della loro ultima immagine che li farebbe inorridire se potessero vederla.
Non fotografare la madre dell'assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l'amante, e nemmeno gli orfani dell'amante. Non fotografare chi subì ingiuria: la ragazza violentata, il bambino percosso. Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del diritto all'informazione.

Se è davvero l'umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l'ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.
Non fotografare chi fotografa: può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale. Come giudicheremmo un pittore in costume bohémien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all'ergastolo, all'impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, a un corpo lacerato che affiora dalle rovine? Perché presumi che il costume da free lance, una borsa di accessori, tre macchine appese al collo e un flash sparato in faccia possano giustificarti?"


"Meglio ladro che fotografo" - Ando Gilardi
annotato qui da davideman alle 16:54 | commenti (2) - commenti (2) [ pop-up ]

mercoledì, 10 giugno 2009 
Antipatie sociali
Amicizie e social network
Un po' di tempo fa, su un numero di Focus o una rivista simile, lessi uno studio sulle relazioni sociali fatto da un gruppo di sociologi e psicologi di una prestigiosa università americana.

Lo studio, basandosi sul tempo a disposizione e una serie di variabili più o meno complesse, fissava a circa 200 persone il limite massimo di relazioni che si possono conservare nella propria rete sociale. Oltre questo limite, comincia a diventare difficile mantenere tutte le relazioni instaurate e - inevitabilmente - qualche relazione si perde.

Dopo un momento di disappunto iniziale, mi sono reso conto che il mio limite è anche più basso.
Preferisco prendere il giusto tempo per le mie relazioni. Mi risparmio le amicizie di comodo e faccio a meno di alcuni contatti.

Ogni tanto, faccio pulizia di qualche contatto. Cancello dalla rubrica del cellulare i contatti che non sento da un po'. Credo che loro facciano altrettanto. Io francamente non me la prendo… credo sia del tutto normale.
Perdersi – come diceva anche Punck - è del tutto naturale. Non si può avere tempo e spazio per tutti.

Personalmente preferisco una tranquilla cena in quattro che una serata con venti persone… il blog al social network.

Preferisco l'uovo oggi alla gallina domani, anzi…
l'uovo oggi ai cento polli di domani.


"Troppi amici, non abbastanza amicizia."
Jean-Baptiste Alphonse Karr
annotato qui da davideman alle 17:05 | commenti (5) - commenti (5) [ pop-up ]

lunedì, 08 giugno 2009 
L'importanza di esserci
Quando credi d'essere solo su un atollo in mezzo al mare 
quando soffia la tempesta e hai paura di annegare 
chiama, chiama piano sai che non sarò lontano 
chiama, tu, chiama piano 
ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio.
 
Quando crolla il tuo universo tra le righe di un giornale 
quando tutto intorno è perso e hai finito di sperare 
chiama, chiama piano sai che non sarò lontano 
chiama, tu, chiama piano 
ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio.
 
Quando il fuoco sembra spento e non pensi d'aspettare 
quando il giorno resta fermo e decidi di volare 
quando certo d'aver vinto sulla nube di veleno 
e il tuo cielo è già dipinto di un crescente arcobaleno 
chiama, chiama piano sai che non sarò lontano 
chiama, tu, chiama piano 
ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio.
 
"Chiama piano" - Fabio Concato e Pierangelo Bertoli
annotato qui da davideman alle 09:52 | commenti (3) - commenti (3) [ pop-up ]

lunedì, 01 giugno 2009 
Black Holes and Revelations
Un simbolo di eternità
Sono più di sei mesi che non scrivo niente.

Ho praticamente abbandonato la mia vita virtuale.
Non scrivo… non pubblico foto. Per fortuna vivo… e per fortuna anche abbastanza intensamente.

Non sono abbastanza bravo con le parole per star dietro a tutto quello successo in questi mesi. Senza contare che ci sono cose che ti lasciano senza parole… ci sono cose che ti lasciano incapace di scegliere le parole da usare.

Scegliere una data da incidere - come dice Vinicio - nel cerchio di un anello è qualcosa talmente emozionante che non riesco proprio a portare nella mia vita virtuale.
Sono comunque stati mesi frenetici… mesi in cui i preparativi per il matrimonio si sono mischiati ad un terremoto che ha scosso molte cose. Ha lasciato tanta paura, ma per fortuna le cose solide sono rimaste.

Ci sono anch'io…
meno virtuale e più reale.


"L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà."
Hermann Hesse
annotato qui da davideman alle 13:11 | commenti (9) - commenti (9) [ pop-up ]

giovedì, 28 maggio 2009 
Domani

Tra le nuvole e i sassi  
passano i sogni di tutti 
Passa il sole ogni giorno 
senza mai tardare. 
Dove sarò domani 
dove sarò.. 
Tra le nuvole e il mare 
c'è una stazione di posta 
uno straccio di stella messa lì a consolare 
sul sentiero infinito del maestrale 
Day by day 
hold me 
shine on me 
day by day  
save me 
shine on me 
Ma domani domani domani lo so 
lo so che si passa il confine 
E di nuovo la vita sembra fatta per te 
e comincia domani 
Domani è già qui 
Domani è già qui. 
E strappo un foglio 
nella risma nascosto 
scrivo e non riesco 
forse perchè il sisma 
m'ha scosso 
ogni vita che salvi 
ogni pietra che poggi 
fa pensare a domani 
ma puoi farlo solo oggi 
La vita la vita  
si fa grande così 
e comincia domani 
Tra le nuvole e il mare 
si può fare arrivare 
con un po' di fortuna  
si può dimenticare 
dove sarò domani dove sarò 
Dove sarò domani  
che ne sarà  
dei miei sogni infranti  
dei miei piani 
dove sarò domani 
Devo rialzarmi 
tendimi le mani 
tendimi le mani 
Tra le nuvole e il mare  
si può andare andare 
sulla scia delle navi  
di là dal temporale 
E qualche volta  
si vede una luce di prua 
qualcuno grida domani 
Come l'aquila che vola libera 
tra il cielo e i sassi 
siamo sempre diversi 
e siamo sempre gli stessi 
Hai fatto il massimo 
il massimo non è bastato 
E non sapevi piangere 
adesso che hai imparato 
non bastano le lacrime  
a impastare il calcestruzzo 
eccoci qua cittadini d'Abruzzo 
E aumentano d'intensità le lampadine 
una frazione di secondo 
prima della fine 
e la tua mamma 
la tua patria da ricostruire 
comu le scole le case 
e specialmente lu cori 
e puru nu postu cu facimu l'amore 
Signore e signori noi 
Non siamo così soli a fare castelli in aria 
Non siamo così soli sulla stessa barca 
Non siamo così soli a fare castelli in aria 
Non siamo così soli a stare bene in Italia 
Non siamo così soli  
a immaginare un nuovo giorno in Italia 
Tra le nuvole e il mare  
si può andare andare 
sulla scia delle navi  
di là dal temporale 
E qualche volta  
si vede una luce di prua 
e qualcuno grida domani 
Siamo così soli 
Non siamo così soli 
così soli 
Domani è già qui 
   
Tra le nuvole e il mare  
si può fare e rifare 
con un po' di fortuna  
si può dimenticare 
E di nuovo la vita  
sembra fatta per te 
E comincia domani 
Domani è già qui 
Domani è già qui 
 
"Domani 21-04-2009" - Artisti Uniti Per l'Abruzzo
(Afterhours, Niccolò Agliardi, Albano, Alioscia, Malika Ayane, Claudio Baglioni, Franco Battiato, Baustelle, Samuele Bersani, Bluvertigo, Caparezza, Luca Carboni, Caterina Caselli, Carmen Consoli, Cesare Cremonini, Dolcenera, Elio e le Storie Tese, Elisa, Niccolò Fabi, Fabri Fibra, Giusy Ferreri, Tiziano Ferro, Eugenio Finardi, Frankie Hi Energy, Giorgia, Gianluca Grignani, J.Ax, Jovanotti, Ligabue, Mango, Gianni Maroccolo, Marracash, Gianni Morandi, Morgan, Gianna Nannini, Negramaro, Negrita, Nek, Roy Paci, Pacifico, Mauro Pagani, Giuliano Palma, Laura Pausini, Piero Pelù, Max Pezzali, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Ron, Enrico Ruggero, Antonella Ruggieri, Sud Sound System, Tricarico, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Mario Venuti, Zucchero)
annotato qui da davideman alle 13:04 | commenti - commenti [ pop-up ]

martedì, 18 novembre 2008 
Per oggi solo scrivente (domani scrittore?)
Lettera a D
"Lo scopo primo dello scrittore non è ciò che egli scrive. Il suo bisogno primo è scrivere. Scrivere, cioè assentarsi dal mondo e da se stesso per farne, eventualmente, materia di elaborazioni letterarie. E' solo secondariamente che si pone la questione del «soggetto» trattato. Il soggetto è la condizione necessaria, necessariamente contingente della produzione di scritti. Non importa quale soggetto è quello buono purché gli permetta di scrivere.
Per sei anni, fino al 1946, io tenevo un «diario». Scrivevo per scongiurare l'angoscia. Non importa cosa. Ero uno scrivente. Lo scrivente diventerà scrittore quando il suo bisogno di scrivere sarà sostenuto da un soggetto che permette e esige che questo bisogno si organizzi in progetto. Siamo in milioni a passare la nostra vita a scrivere senza terminare mai niente né pubblicare.
[…]
Non volevo rivelare i risultati di una ricerca ma scrivere questa ricerca mentre si effettuava, con le sue scoperte allo stato nascente, le sue difficoltà, le sue false piste, l'elaborazione brancolante di un metodo, mai terminato. Cosciente che, «quando tutto sarà stato detto, tutto resta ancora da dire, tutto resterà ancora sempre da dire» - in altre parole: è il dire che importa, non il detto – ciò che avevo scritto mi interessava molto meno di quello che avrei potuto scrivere in seguito. Penso che questo sia vero per ogni scrivente/scrittore."

"Lettera a D" - André Gorz
annotato qui da davideman alle 15:28 | commenti (11) - commenti (11) [ pop-up ]

venerdì, 14 novembre 2008 
Una vittoria (finalmente)
Giuseppe Englaro ha finalmente vinto...
Una volta tanto qualcuno è riuscito a vincere… anche se siamo in Italia.

In quello che dovrebbe essere uno stato laico, la chiesa è stata per la prima volta - per quello che mi riesco a ricordare - in qualche modo ignorata. Qualcuno ha parlato di omicidio. Qualcuno non si è reso conto che non si può uccidere qualcuno che una vita non ce l'ha. Qualcuno non si è reso conto che siamo davvero troppo lontani per parlare di una qualsiasi qualità della vita.

Io sono uno dei tanti credenti non praticanti che ogni giorno si allontana sempre più dalla chiesa. Troppe volte non mi riconosco… nello stato e nelle persone che dovrebbero rappresentarci… nella chiesa… nelle mode e nella maggior parte delle persone che vedo e che mi circondano. Troppe volte sono lontano.

Quando Giuseppe ha detto: "Che poi il Dio della Croce abbia la pretesa di vedere e costringere i suoi figli allo stato vegetativo permanente, scusatemi, ma rimane una faccenda ambigua, tutta da dimostrare" mi sono però sentito più vicino a lui che alla chiesa.
Così anche quando, dopo otto anni di polemiche e di incessanti battaglie, ha finalmente detto: "Viviamo in uno stato di diritto".
Mi sono, addirittura, sentito vicino ad Indro Montanelli quando scrisse: "Io non mi sono mai sognato di contestare alla Chiesa il suo diritto a restare fedele a se stessa, cioè ai comandamenti che le vengono dalla Dottrina… ma che essa pretenda d'imporre questi comandamenti anche a me che non ho la fortuna di essere un credente, cercando di travasarli nella legge civile in modo che diventi obbligatorio anche per noi non credenti, è giusto? A me sembra di no".

Per una volta mi sembra che abbia vinto la ragione…
e finalmente anche Giuseppe.

One man come in the name of love 
One man come and go 
One come he to justify 
One man to overthrow 
 
In the name of love 
What more in the name of love 
In the name of love 
What more in the name of love 
 
One man caught on a barbed wire fence 
One man he resist 
One man washed on an empty beach. 
One man betrayed with a kiss 
 
In the name of love 
What more in the name of love 
In the name of love 
What more in the name of love 
 
(nobody like you...) 
 
Early morning, April 4 
Shot rings out in the Memphis sky 
Free at last, they took your life 
They could not take your pride 
 
In the name of love 
What more in the name of love 
In the name of love 
What more in the name of love 
In the name of love 
What more in the name of love... 
 
"Pride" - U2
annotato qui da davideman alle 13:03 | commenti (8) - commenti (8) [ pop-up ]


 
Archivio appunti


Contatto
Utente: davideman

Scrivimi


Passaggi
*loading*



Compagni di viaggio


Punto di ritrovo
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog


In lettura


Istantanee
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra gli elementi del set Pubbliche. Crea il tuo badge qui.


Tutte le risposte
Pensa alla tua domanda e clicca qui


Cerca negli appunti